IL VISITATORE - Teatro Amilcare Ponchielli Cremona

IL VISITATORE

Il Visitatore di Éric-Emmanuel Schmitt con Alessandro Haber e Alessio Boni per la regia di Valerio Binasco, sostituisce nei giorni 16 e 17 gennaio (ore 20.30) lo spettacolo La Grande magia con Luca De Filippo annullato per motivi di salute dell’artista.

Il visitatore
di Éric-Emmanuel Schmitt
con
Alessandro Haber, Alessio Boni
Francesco Bonomo, Nicoletta Robello Bracciforti

musiche Arturo Annecchino
scene Carlo De Marino
costumi Sandra Cardini

regia
Valerio Binasco


 

Un'intensa pièce scritta da Éric-Emmanuel Schmitt tradotta e rappresentata in 15 lingue e in oltre 25 paesi, interpretata da una coppia già affermata in teatro, Alessadro Haber e Alessio Boni, che vestono qui i panni di Freud e Dio, personaggi che guardano dalla stessa finestra la malattia dell'uomo, la pazzia del mondo.

Aprile 1938. L' Austria è stata da poco annessa di forza al Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Berggstrasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di Freud – interpretato da Alessandro Haber –, il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via da un ufficiale della Gestapo – nei suoi panni Francesco Bonomo. Ma l'angosciata solitudine non dura molto: dalla finestra spunta infatti un inaspettato visitatore – interpretato da Alessio Boni – che fin da subito appare ben intenzionato a intavolare con Sigmund Freud una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore dell'inconscio è insieme infastidito e incuriosito. Chi è quell'importuno? Cosa vuole? È presto chiaro che quel curioso individuo in frac non è un ladro né uno psicopatico in cerca di assistenza. Chi è dunque? Stupefatto, Freud si rende conto fin dai primi scambi di battute di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l'esistenza. O è un pazzo che si crede Dio? La discussione che si svolge tra il visitatore e Freud, e che costituisce il grosso della pièce, è ciò che di più commovente, dolce ed esilarante si possa immaginare: Freud ci crede e non ci crede; Dio, del resto, non è disposto a dare dimostrazioni di se stesso come se fosse un mago o un prestigiatore. Sullo sfondo, la sanguinaria tragedia del nazismo che porta Freud a formulare la domanda fatale: se Dio esiste, perché permette tutto ciò?

 

 

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Teatro

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