SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE - Teatro Amilcare Ponchielli Cremona

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

commedia in cinque atti
di William Shakespeare

regia
Elio de Capitani
traduzione Dario Del Corno

Personaggi principali:

Enzo Curcurù (Teseo/Oberon), Sara Borsarelli (Ippolita/Titania), Marco Bonadei (Bottom), Corinna Augustoni (Starveling), Luca Toracca (Quince), Clio Cipolletta (Elena), Sarah Nicolucci (Ermia), 
Vincenzo Giordano (Lisandro), Loris Fabiani (Demetrio), Giuseppe Amato (Puck), 
Lorenzo Fontana (Tisbe), Vincenzo Zampa (Leone), Emilia Scarpati (Fata)

allestimento Teatro Elfo di Milano

Coproduzione dei Teatri di OperaLombardia e de I Teatri di Reggio Emilia

Gli abbonati alle stagioni 2015/2016 del Teatro Ponchielli (opera, concerti, prosa, danza, Monteverdi Festival) potranno acquistare i biglietti per questo spettacolo a prezzo ridotto (€ 10,00)


Lo spettacolo rientra nel "Progetto Shakespeare" del Teatro Ponchielli. Ulteriori informazioni e dettagli al seguente link.


Scritto in un periodo compreso tra il 1593 e il 1596 (la datazione delle opere di William Shakespeare è sempre alquanto difficoltosa), Sogno di una notte di mezza estate è una commedia delicata ed elegante in cui l’autore inglese riesce a combinare, bilanciandoli magistralmente, moltissimi e diversissimi temi.
Argomento principale è certamente l’amore, al cui potere né mortali né esseri soprannaturali possono resistere.
Un potere affine a quello della magia, altro tema presente nella commedia shakespeariana e che determina il continuo passaggio dal piano della veglia a quello del sogno. Il sogno, infatti, oltre che nel titolo dell’opera, è continuamente evocato e rappresentato: lo stesso Puck, folletto tratto dal patrimonio folklorico britannico, nella sua captatio benevolentiae conclusiva si rivolge direttamente agli spettatori invitandoli a considerare «ogni visione vaga chimera» mentre erano «in lieve sonno sopiti». Oltre a questo espediente retorico teatrale, in Sogno Shakespeare ricorre anche ad un altro topos assai presente nella drammaturgia di ogni secolo: il teatro nel teatro.
La metateatralità, in questo caso, pare sia stata scelta da Shakespeare in senso ironico: il tentativo degli artigiani di mettere in scena una tragedia antica, trasformandola invece in una farsa e suscitando le risa piuttosto che il pianto (sia del pubblico in scena che di quello in platea), rappresenta un’invettiva nei confronti di autori ed attori dilettanti (in questo caso in senso del tutto negativo) coevi a Shakespeare, che cercavano di farsi strada nell’ambiente teatrale londinese. Il Bardo ne ridicolizza così i tentativi, creando una delle scene più comiche e divertenti di tutti i tempi.

 

Location:

Teatro

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