LA TRAVIATA - Teatro Amilcare Ponchielli Cremona

LA TRAVIATA

melodramma in tre atti, libretto di Francesco Maria Piave,
dal dramma La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio

musica di Giuseppe Verdi

Interpreti principali

Claudia Pavone (8/12) / Mihaela Marcu (10/12) (Violetta Valery),  Antonio Gandia (Alfredo Germont), Marcello Rosiello (Giorgio Germont), Daniela Innamorati (Flora Bervoix), Alessandra Contaldo (Annina), Giuseppe Distefano (Gastone), Davide Fersini (Il Barone Douphol), Matteo Mollica (Il Marchese D'Obigny), Shi Zong (Il Dottor Grenvil)

direttore
Francesco Lanzillotta

regia
Alice Rohrwacher

scene, Federica Parolini
costumi, Vera Pierantoni Giua
light designer, Roberto Tarasco
movimenti coreografici, Valentina Marini

Tutti i costumi indossati da Violetta e un costume indossato da Flora sono stati creati in esclusiva da MIU MIU

nuovo allestimento

CORO OPERALOMBARDIA
maestro del coro Diego Maccagnola

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

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«La Traviata ha fatto un fiascone (…). Eppure che vuoi? Non ne sono turbato. Ho torto io o hanno torto loro. Per me credo che l’ultima parola sulla Traviata non sia quella d’jeri sera. La rivedranno e vedremo!». Giuseppe Verdi non avrebbe potuto essere più profetico di così: nonostante il clamoroso insuccesso della prima al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853, La Traviata, terzo ed ultimo titolo della cosiddetta trilogia popolare verdiana, è divenuta una delle opere più amate e rappresentate del Cigno di Busseto. I motivi dell’originale insuccesso furono molteplici, a cominciare dalla protagonista della prima rappresentazione (Fanny Salvini-Donatelli) che lo stesso Verdi giudicava non adatta. Ma l’inadeguatezza vocale della prima Violetta non fu l’unica ragione di un tale clamoroso insuccesso. Il personaggio stesso della protagonista, ricalcato su quello di Marguerite Gautier del dramma di Alexandre Dumas figlio, non fu ben visto dal pubblico che non apprezzò la contemporaneità tra vicenda teatrale e periodo storico corrente, rendendo una donna dalla scarsa moralità (sostanzialmente una mantenuta) temporalmente così vicina. Tuttavia, come già Rigoletto e Trovatore, all’epoca sottoposti a censure e rimaneggiamenti per la presenza di tematiche e personaggi ritenuti poco edificanti, anche Traviata superò ben preso i pregiudizi di un pubblico eccessivamente “ben pensante” e l’intera trilogia si attestò come una delle pietre miliari nella storia del melodramma.

Trama dell'opera

Location:

Teatro

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