LE NOZZE DI FIGARO - Teatro Amilcare Ponchielli Cremona

LE NOZZE DI FIGARO

Commedia per musica in quattro atti, libretto di Lorenzo da Ponte da La folle journée ou le mariage de Figaro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais

musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Interpreti principali
Andrea Porta (Figaro), Lucrezia Drei* (Susanna), Federica Lombardi*(Contessa), Vincenzo Nizzardo (Conte), Cecilia Bernini (Cherubino)

 

direttore Stefano Montanari

regia Mario Martone
ripresa da Raffaele di Florio

* Vincitrici Concorso As.Li.Co. 2015

  CORO OPERALOMBARDIA
maestro del coro Dario Grandini

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI DI MILANO

Primo dei titoli che compongono la cosiddetta “trilogia italiana” di Mozart-Da Ponte (che comprende anche Don Giovanni e Così fan tutte), Le nozze di Figaro ebbero una gestazione piuttosto difficoltosa: il libretto, infatti, venne tratto da una commedia di Beaumarchais, allestita a Parigi nel 1784 ed aspramente criticata perché disseminata di numerose invettive contro la classe aristocratica. A causa della satira politica presente nel testo, la commedia era stata vietata nei teatri austriaci; nonostante ciò, Mozart  propose a Da Ponte di trarne un libretto per un’opera:quest'ultimo accettò volentieri poiché «la immensità del suo genio domandava un soggetto esteso, multiforme, sublime» (dalle Memorie di Da Ponte). Ovviamente il testo subì parecchie modifiche, dettate soprattutto da problemi di censura per la parte più politica dell’originale, ma fu quasi subito accettato con benevolenza e tolleranza dall’Imperatore Giuseppe II, sovrano illuminato e continuatore della politica modernizzatrice della casa imperiale iniziata da Maria Teresa. Giuseppe II, infatti, era un convinto sostenitore di una concezione libertaria e progressista della politica, volta alla diffusione dell’uguaglianza e alla riduzione dei privilegi dei nobili. In realtà, le Nozze sono un’opera dalla «spiccata natura dialettica» (Lidia Bramani): accanto all’assunto politico intrinseco al soggetto originale, è presente la tematica dei sentimenti, rappresentati qui in tutte le loro possibili e molteplici sfaccettature. E Mozart, «musicista colto, attento, ricettivo», seguendo le idee della massoneria settecentesca a cui aveva aderito, insiste sull’argomento per ribadire «la necessità di un sentimento vero come veicolo di felicità» (Bramani). 

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