Les Contes d'Hoffmann - Teatro Amilcare Ponchielli Cremona

Les Contes d'Hoffmann

 

opera romantica in tre atti, un prologo e un epilogo, libretto di Jules Barbier
musica di Jacques Offenbach

Interpreti principali:

 

Michael Spadaccini (Hoffmann), Bianca Tognocchi* (6) Larissa Alice Wissel* (8) (Olympia), Larissa Alice Wissel* (Antonia), Maria Mudryak* (6) Larissa Alice Wissel* (8) (Giulietta) Abrano Rosalen (Lindorf/Coppélius/Dapertutto/Miracle)  

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* Vincitrici Concorso As.Li.Co. 2014

direttore Christian Capocaccia
regia Frédéric Roels

nuovo allestimento

CORO DEL CIRCUITO LIRICO LOMBARDO
maestro del coro Diego Maccagnola
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI DI MILANO

Ultima rappresentazione al Teatro A. Ponchielli: stagione lirica  2002 

Nella storia della musica occidentale, Les contes d’Hoffmann rappresenta uno dei titoli d’opera maggiormente sottoposti a revisione, con moltissime versioni della stessa, diverse l’una dall’altra. Tra le cause principali della tormentata vicenda editoriale dei Racconti vi fu, in primo luogo, la morte di Jacques Offenbach: il compositore, infatti, non fece in tempo ad orchestrare la partitura o a lasciare specifiche indicazioni (come era solito fare) su come procedere. A tale scopo fu incaricato un altro autore (Ernst Guiraud), che però si prese la libertà di apportare non poche modifiche alla partitura, alcune delle quali ancora influenzano le rappresentazioni moderne dell’opera. Ad aggravare la situazione contribuì un incendio scoppiato nel 1887 all’Opéra-Comique, il teatro parigino dove i Racconti avevano visto la luce (nella versione di Guiraud) e dove era contenuta la maggior parte dei documenti relativi al dramma di Barbier musicato da Offenbach. Base comune a tutte le diverse versioni dell’opera rimangono comunque le vicende amorose del poeta tedesco E.T.A Hoffmann, uno dei maggiori rappresentanti della cultura romantica europea, alla costante e vana ricerca della donna perfetta: i suoi Racconti testimoniano la delusione, lo sconcerto e la mortificazione provati di fronte all’impossibilità di trovare il vero amore, rinvenuto infine nella sua stessa arte, la poesia. Le singole peculiarità delle donne amate da Hoffmann nei Racconti si riscontrano anche nell’abile scrittura di Offenbach, in grado di sottolineare musicalmente le specifiche caratteristiche dei tre personaggi femminili.

LA TRAMA

Prologo.
Presso la taverna di Luther gli spiriti del vino e della birra danzano e cantano un inno al bere. Interviene la Musa che, nelle fattezze di Nicklausse, confidente di Hoffmann, vuole far rinsavire il suo sventurato amico, sempre alla ricerca della donna ideale. Egli al momento è infatuato di Stella, una cantante che sta trionfando nel vicino teatro, di cui però è invaghito anche il consigliere Lindorf. Quest’ultimo, geloso di Hoffmann, con un sotterfugio ottiene un biglietto di Stella destinato a Hoffmann, nel quale la prima donna dichiara al poeta il proprio amore. Arrivano gli studenti e poco dopo anche Hoffmann fa il suo ingresso alla taverna e con loro canta la canzone del nano Kleinzach. Egli tuttavia è inquieto e continua a pensare a Stella. Quest’ultima gli evoca le immagini di tre suoi amori passati: il poeta inizia così a raccontare agli amici presenti le sue tristi esperienze sentimentali.

Atto Primo. Quadro primo. Nel laboratorio del fisico Spallanzani, lo scienziato ammira la sua ultima creazione: un automa che quella sera presenterà in società come Olympia, sua figlia. In realtà alla costruzione della bambola ha contribuito anche Coppélius, un sinistro commerciante di lenti, che pretende da Spallanzani di essere pagato. Lo scienziato, per cercare di placarlo, gli dà una cambiale, ma firmata da un banchiere da poco fallito. Intanto giunge Hoffmann, che avendo scorso Olympia da lontano, se n’è subito invaghito ed attende ora con ansia la presentazione dell'amata alla festa. Su insistenza di Coppélius, Hoffmann acquista un paio di occhiali con i quali avrà una visione fantastica ma distorta della realtà. Quadro secondo. In una grande sala, gli invitati ammirano Olympia, che intrattiene gli ospiti con una canzone, durante la quale però si odono strani rumori di caricamento meccanico. Hoffmann, sempre più travolto dalla passione amorosa, balla con lei un vorticoso valzer del quale non riesce a sostenere il ritmo. Stremato, si accascia su un divano; Olympia si ritira, ma poco dopo si ode un forte rumore di ferraglia: Coppélius, resosi conto di essere stato truffato da Spallanzani, ha distrutto l'automa in mille pezzi. Nella derisione generale Hoffmann si rende conto dell’inganno di cui è stato vittima.

Atto secondo. In un palazzo a Venezia, Giulietta, affascinante cortigiana, dà una festa alla quale partecipano anche Hoffmann, pronto per una nuova avventura amorosa, e Schlemil, amante di Giulietta, che suscita la gelosia del poeta. Compare poi un sinistro personaggio, Dapertutto che, dotato di poteri magici, seduce Giulietta promettendole in dono un rarissimo diamante se lei priverà Hoffmann del suo riflesso. Il poeta, completamente soggiogato dal fascino della cortigiana, si fa derubare della propria ombra. Accortosi dell’inganno, in un impeto d’ira sfida a duello Schlemil e lo uccide. Intanto Giulietta riesce a fuggire su una gondola, mentre Nicklauss trascina via Hoffmann, sottraendolo così all’arresto.

Atto Terzo. A Monaco, a casa del liutaio Crespel, Antonia, dotata di una voce meravigliosa, intona una canzone, ma viene bruscamente interrotta dal padre: la fanciulla infatti è affetta da una malattia mortale, provocata proprio dal canto, che ha recentemente ucciso la madre della ragazza. Crespel ordina al proprio servitore di badare ad Antonia in sua assenza, ma Franz, non appena il padrone si allontana, fa entrare in casa Hoffmann, innamorato di Antonia. I due si scambiano dolci parole, ma sono interrotti dal ritorno di Crespel e dal successivo arrivo del dottor Miracle. Quest’ultimo esorta la fanciulla a cantare, mentre Hoffmann e Crespel temono per la sua vita. Miracle, per convincere Antonia a continuare a cantare, evoca la madre della fanciulla, della quale si ode la voce proveniente da un ritratto alla parete. Antonia cede alle insistenze del dottor Miracle e cantando muore tra le braccia del padre e dello sconvolto Hoffmann.

Epilogo. Presso la taverna di Luther, Hoffmann ha concluso i propri racconti. Egli si rende conto che le tre donne di cui ha narrato sono in realtà una sola: Stella. Gli studenti riprendono a cantare, mentre Hoffmann si addormenta ubriaco. Appare Stella che vedendo il poeta in quello stato, si allontana con Lindorf. Alla fine a consolare il turbato Hoffmann giunge la sua Musa: dedicandosi solo alla poesia troverà la serenità. 

 

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