Nabucco - Teatro Amilcare Ponchielli Cremona

Nabucco

 dramma lirico in quattro parti, libretto di Temistocle Solera
musica di Giuseppe Verdi

Interpreti principali

Paolo Gavanelli (Nabucco), Tiziana Caruso (Abigaille), Enrico Iori (Zaccaria), Gabriele Mangione (Ismaele), Raffaella Lupinacci (Fenena), Antonio Barbagallo (Il Gran Sacerdote di Belo), Giuseppe Distefano (Abdallo), Sharon Zhai (Anna)

direttore Marcello Mottadelli
regia Andrea Cigni

nuovo allestimento

CORO DEL CIRCUITO LIRICO LOMBARDO
maestro del coro Antonio Greco
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI DI MILANO

Ultima rappresentazione al Teatro A. Ponchielli: stagione lirica  2005

scarica qui la locandina completa

Terza opera di Giuseppe Verdi, Nabucco è considerata il primo grande successo del compositore bussetano, che fino a quel momento aveva riscosso un mite successo e un fiasco clamoroso con le prime due opere composte per La Scala. In particolare, Nabucco fu l’opera della “rinascita” non solo artistica ma anche personale di Verdi: nel 1840, oltre al clamoroso insuccesso di Un giorno di regno, il compositore era stato colpito da una serie di gravi lutti familiari che lo avevano indotto ad abbandonare la carriera musicale. Poi l”’incontro” con il libretto di Nabucco, originalmente approntato da Temistocle Solera per un altro compositore, cambiò tutto, consentendo a Verdi di conquistare le scene milanesi ed ottenendo in breve tempo un posto speciale nel cuore del pubblico italiano e in seguito anche straniero. L’opera infatti debuttò alla Scala di Milano nel 1842 riscuotendo un successo che neppure Verdi aveva potuto prevedere e il celebre coro “Va’ pensiero” divenne fin da subito una sorta di inno assunto dalla popolazione nel periodo dei moti risorgimentali. Lo stesso compositore ebbe a scrivere che «con quest’opera si può dire veramente che ebbe principio la mia carriera artistica: e se dovetti lottare contro tante contrarietà, è certo però che il “Nabucco” nacque sotto una stella favorevole […]». Una buona stella che lo fece anche avvicinare maggiormente a Giuseppina Strepponi (prima interprete di Abigaille), sua futura compagna di vita.

LA TRAMA

L’azione si svolge a Gerusalemme (prima parte) e a Babilonia (parte seconda, terza e quarta) durante il regno di Nabuccodonosor.

Parte prima (Gerusalemme). All’interno del tempio di Salomone, il popolo ebreo prega per la salvezza di Israele, chiedendo a Dio di proteggerlo dall’imminente attacco del re assiro Nabucco. Giunge a rassicurarli il pontefice Zaccaria, che conduce con sé Fenena, figlia di Nabucco, con la speranza che la fanciulla possa essere pegno di pace tra i due popoli. Entra all’improvviso Ismaele, nipote del re di Gerusalemme, annunciando che Nabucco si sta avvicinando furibondo. Zaccaria affida Fenena a Ismaele ed incita gli ebrei a resistere strenuamente contro il nemico. Rimasti soli, Ismaele e Fenena, segretamente innamorati, ricordano il loro primo incontro e di come la fanciulla avesse rischiato la vita per liberare il giovane dal carcere in Babilonia; ora egli intende salvare a sua volta l’amata, ma proprio in quel momento giunge Abigaille, sorella di Fenena anch’essa innamorata di Ismaele. Abigaille è disposta a liberare il popolo ebraico se Ismaele le dimostrerà affetto, ma il giovane rifiuta suscitando le ire della primogenita di Nabucco. Proprio in quel momento il re babilonese irrompe nel tempio, pronto a fare strage, ma fermato alla vista di Fenena minacciata da Zaccaria; quando quest’ultimo sta per colpire la fanciulla con un pugnale, interviene Ismaele, liberando la fanciulla che corre tra le braccia del padre. A quel punto Nabucco ordina ai propri soldati di saccheggiare e distruggere il tempio, mentre gli ebrei atterriti maledicono Ismaele.

Parte seconda (L’empio). Quadro primo. Presso la reggia di Babilonia, Abigaille è entrata in possesso di uno scritto dal quale si evince che ella non è figlia di Nabucco, ma una schiava. Abigaille è furente contro il finto padre, che le preferisce Fenena, che oltre al trono le contende l’amore di Ismaele. Messi da parte i sentimenti, la donna ambisce solo a conquistare il potere sul regno di Babilonia. Giunge il gran sacerdote di Belo che informa Abigaille di come Fenena stia liberando gli Ebrei; per reagire alla situazione, viene diffusa la notizia che Nabucco è morto e il popolo acclama regina Abigaille, pronta a difendere il proprio regno e il proprio potere.

Quadro secondo. Presso una sala della reggia giunge Zaccaria che si sta dirigendo verso le stanze di Fenena, intenzionato a convertirla. Poco dopo Ismaele è minacciato dai Leviti, che lo maledicono nuovamente per il tradimento; sopraggiunge Anna, sorella di Zaccaria, comunicando a tutti che in realtà Ismaele ha salvato un’ebrea. Giunge Abdallo, fedele servitore di Nabucco, mettendo in guardia Fenena: pare che Nabucco sia morto e che Abigaille abbia assunto il potere. Entra infatti quest’ultima pretendendo dalla finta sorella la corona: nel tumulto generale, irrompe Nabucco che strappa la corona dalle mani di Abigaille. Il re, in preda alla rabbia, si scaglia contro i babilonesi traditori e contro gli ebrei infidi, e al colmo dell’esaltazione proclama di essere egli stesso dio. Un fulmine si scaglia all’istante sul suo capo, facendolo cadere a terra; sul volto di Nabucco compaiono evidenti segni di follia e poco dopo sviene. Approfittando dello scompiglio generale, Abigaille raccoglie la corona caduta dal capo di Nabucco  e proclama lo splendore del popolo di Belo.

Parte terza (La profezia). Quadro primo. Presso gli orti pensili di Babilonia, Abigaille sul trono riceve l’omaggio del popolo, mentre il sacerdote di Belo le chiede di firmare la sentenza di morte per tutti gli Ebrei, Fenena compresa. Entra Nabucco, assai dimesso, e Abigaille lo schernisce sostenendo di aver preso il suo posto sul trono per il bene della nazione mentre lui non era in sé. Gli presenta poi la sentenza di morte per gli Ebrei; Nabucco esita un momento, ma infine firma l’ordine, accorgendosi troppo tardi di aver decretato la fine della sua stessa figlia. Nabucco prova a convincere Abigaille ad annullare la sentenza; al rifiuto della donna, il re cerca il foglio che dimostra l’origine servile di Abigaille, ma ella gli mostra il documento e lo straccia trionfante. Ordina poi di imprigionare Nabucco, che viene condotto via dalle guardie.

Quadro secondo. Sulle sponde dell’Eufrate, gli ebrei, incatenati e costretti ai lavori forzati, pensano con nostalgia alla patria lontana. Nuovamente giunge Zaccaria a risollevarli, profetizzando la distruzione di Babilonia e la liberazione del popolo ebraico.

Parte quarta (L’idolo infranto). Quadro primo. Negli appartamenti della reggia Nabucco si desta udendo in lontananza delle voci. Si affaccia quindi alla finestra e vede Fenena condotta in catene verso il patibolo. Cercando di uscire, si accorge di essere egli stesso prigioniero nella propria reggia. Si rivolge allora al Dio degli ebrei, invocando perdono; rinvigorito cerca di aprire la porta e in quell’istante entra il fedele Abdallo con alcuni guerrieri, pronti a seguirlo e a salvare Fenena. Quadro secondo. Presso gli orti pensili giungono Fenena e gli ebrei condannati a morte, confortati da Zaccaria. Irrompe Nabucco che ordina ai propri guerrieri di distruggere il simulacro di Belo, che però, nello stupore generale, si infrange miracolosamente da sé. Nabucco concede la libertà agli ebrei, riconoscendo nel loro dio l’unica e vera divinità onnipotente. Poco dopo giunge Abigaille in fin di vita: la donna si è avvelenata, ma prima di spirare chiede perdono a Fenena e benedice il suo amore con Ismaele. Abigaille muore invocando Dio, mentre Zaccaria annuncia a Nabucco che servendo Jeovha sarà re dei re.

Location:

Teatro

Compra online

Contatti

Informazioni e prenotazioni telefoniche ai numeri
tel: 0372.022.001 e 0372.022.002.

Mail (per informazioni non per prenotazioni):
biglietteria@teatroponchielli.it