Madama Butterfly - Teatro Amilcare Ponchielli Cremona

Madama Butterfly

opera in tre atti, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa dal dramma Madam Butterfly di David Belasco
musica di Giacomo Puccini

Interpreti principali
Cellia Costea (Cio-Cio San), Giuseppe Varano (F.B. Pinkerton), Domenico Balzani (Sharpless), Giovanna Lanza (Suzuki) 


direttore
Giampaolo Bisanti
regia Giulio Ciabatti

 
 CORO DEL CIRCUITO LIRICO LOMBARDO
maestro del coro Antonio Greco
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI DI MILANO

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Ultima rappresentazione al Teatro A. Ponchielli: stagione lirica  2007

Durante un viaggio a Londra, Giacomo Puccini assistette ad una rappresentazione del dramma in un atto  Madam Butterly di David Belasco, rimanendone particolarmente suggestionato, pur senza comprendere del tutto il testo inglese. Decise che quel dramma così intenso e ricco di spunti di riflessione dovesse essere musicato, affidando all’accoppiata Giuseppe Giacosa e Luigi Illica (già autori de La bohème e Tosca) la stesura del libretto,  suddiviso in tre atti nella versione definitiva. L’opera, infatti, subì diversi rimaneggiamenti dopo il clamoroso insuccesso della sua prima milanese, in una turbolenta serata al Teatro alla Scala nel febbraio 1904. Pare che uno dei motivi della fredda e movimentata accoglienza da parte del pubblico scaligero («grugniti, boati, muggiti, risa, barriti, sghignazzate […]», come ci racconta Ricordi) fosse la lunghezza dell’opera, inizialmente suddivisa in due atti. Tra le revisioni apportate da Puccini e i suoi librettisti vi fu, dunque, anche la nuova scansione in tre atti: in questa nuova versione (ovvero quella comunemente eseguita), Madama Butterfly trionfò nel maggio 1904 al Teatro Grande di Brescia, imponendosi poi come uno degli «esiti massimi del teatro pucciniano e novecentesco in genere» (Aldo Nicastro). Il successo e la fama di questo melodramma si devono soprattutto alla straordinaria abilità di Puccini a descrivere con grande perizia musicale le variegate situazioni del libretto: in ogni scena si susseguono personaggi, ambientazioni, sentimenti, narrazioni estremamente diverse una dall’altra, che Puccini riesce tuttavia a tradurre perfettamente in musica, dando vita ad un racconto sonoro particolarmente accurato e suggestivo.

LA TRAMA
L’azione si svolge a Nagasaki (Giappone) ad inizio XX secolo.

Atto primo. Presso una casa in collina, Goro, sensale di matrimoni, mostra l’abitazione a Pinkerton, tenente della marina americana, raggiunto poco dopo dal console americano Sharpless, che rivela a Pinkerton le sue perplessità sul matrimonio combinato con la giovanissima geisha Cio-cio-san, convinta di sposarsi seriamente con il tenente americano, che invece intende solo divertirsi. Poco dopo si odono in lontananza le voci della fanciulla e delle amiche, che giungono ben presto in cima alla collina, dove si svolge la cerimonia nuziale secondo il rito giapponese. Durante i festeggiamenti irrompe lo zio Bonzo, che rivela ai presenti come Cio-cio-san abbia rinnegato la religione degli avi e la maledice; Pinkerton, seccato, scaccia malamente tutto il parentado e consola la giovane sposa. L’atto si chiude con un  ampio duetto d’amore, con Butterfly (come l’ha ribattezzata Pinkerton) pronta a concedersi al marito, colpito dalla grazia e dalla dolcezza della fanciulla.

Atto secondo. Sono trascorsi tre anni e nonostante Pinkerton non abbia più dato notizie di sé, Butterfly lo attende con devozione, cercando di convincere anche la cameriera Suzuki ad essere fiduciosa: egli tornerà. Giunge Sharpless con una lettera di Pinkerton, in cui il tenente annuncia il suo ritorno in Giappone ma con la sua nuova sposa americana. Sharpless cerca più volte di spiegare la situazione alla giovane donna, ma viene continuamente interrotto da Butterfly stessa e poi da Goro che propone alla fanciulla di risposarsi con il ricco Yamadori, ostinatamente rifiutato. A quel punto Sharpless non può che rivelare la verità a Butterfly, che in tutta risposta gli mostra il figlio avuto da Pinkerton e di cui egli ignora l’esistenza. Turbato, il console si allontana. Poco dopo un colpo di cannone annuncia l’arrivo in porto di una nave che Butterfly identifica con il cannocchiale: è la Abramo Lincoln, quella di Pinkerton. Al sommo della gioia e della commozione, Butterfly adorna tutta la casa di fiori e decide di vegliare tutta la notte, assieme al bimbo e a Suzuki, in attesa dell’arrivo del marito.

Atto terzo. È l’alba. Esausta per la lunga ed inutile attesa, Butterfly si allontana con il figlio per cercare di riposare un po’. Poco dopo giunge Pinkerton, accompagnato dalla nuova moglie Kate ed intenzionato a portar via con sé il bambino di cui ha appreso l’esistenza da Sharpless. Egli contempla la casa adornata di fiori e comprende il suo errore; preso dal rimorso si allontana, mentre Kate chiede aiuto a Suzuki per convincere Butterfly a lasciarle il bimbo. In quel momento entra Cio-cio-san, che, compresa la situazione, acconsente ed affida il figlio ai Pinkerton. Tutti si allontanano e dopo aver abbracciato il piccolo un’ultima volta, Butterfly compie hara-kiri con il medesimo pugnale con cui era stato costretto ad uccidersi il padre. Pinkerton torna indietro per chiedere il perdono della giovane, ma è ormai troppo tardi. 

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