Don Giovanni - Teatro Amilcare Ponchielli Cremona

Don Giovanni

 ossia il dissoluto punito

dramma giocoso in due atti, libretto di Lorenzo da Ponte
musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Interpreti principali 
Gezim Myshketa (Don Giovanni), Andrea Concetti (Leporello), Valentina Teresa Mastrangelo* (Donna Anna), Federica Lombardi*/Mariateresa Leva (Donna Elvira), Giovanni Sala*/Matteo Mezzaro (Don Ottavio) 

* Vincitori Concorso As.Li.Co. 2014

direttore José Luis Gomez-Rios
regia Graham Vick

nuovo allestimento

CORO DEL CIRCUITO LIRICO LOMBARDO
maestro del coro Dario Grandini
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI DI MILANO

Ultima rappresentazione al Teatro A. Ponchielli: stagione lirica 2006

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Seconda opera della trilogia firmata da Wolfgang Amadeus Mozart e Lorenzo Da Ponte (di cui fanno parte anche Le nozze di Figaro e Così fan tutte), la vicenda di Don Giovanni affonda le proprie radici nella letteratura europea seicentesca: a dare i natali letterari al burlador de Sevilla fu lo spagnolo Tirso de Molina, seguito poi da molti altri celebri autori teatrali tra cui Molière e Goldoni. Le versioni molièriana e goldoniana della vicenda del “dissoluto punito” confluirono nel libretto della prima opera composta sull’argomento, musicata da Giovanni Gazzaniga, ma caduta nell’oblio dopo il grande successo riscosso dal Don Giovanni mozartiano fin dalle prime esecuzioni. Il debutto, in particolare, avvenuto nell’ottobre 1787 a Praga, sancì un vero e proprio trionfo per compositore e librettista: Mozart e Da Ponte erano stati in grado di trasformare la vicenda di un licenzioso ed impenitente libertino, nobile solo per nascita, in un assoluto capolavoro musicale e drammaturgico, ricco di situazioni narrative e momenti musicali di grande eterogeneità, capaci di sottolineare di volta in volta il carattere da opera buffa o quello da opera seria della vicenda ed approfondendo continuamente il carattere e lo sviluppo psicologico dei singoli personaggi. E a proposito di seduttori divenuti leggendari, pare che alla prima praghese di Don Giovanni fosse presente anche l’ormai più che sessantenne Giacomo Casanova, che forse, durante la cosiddetta “aria del catalogo”, avrà provato un senso di familiarità.

LA TRAMA

L’azione si svolge in Spagna attorno al XVI secolo.

Atto primo. Quadro primo. È notte e nel giardino della casa del Commendatore Leporello attende il suo padrone, Don Giovanni, che si è introdotto furtivo e mascherato nelle stanze di Donna Anna. Entrambi irrompono in scena all’improvviso: Donna Anna insegue Don Giovanni sperando di scoprire l’identità del seduttore; giunge il Commendatore, che muore tentando di difendere l’onore della figlia in duello. Don Giovanni e Leporello fuggono, mentre Donna Anna rientra accompagnata da alcuni servitori e dal fidanzato Don Ottavio; la vista del cadavere del padre fa perdere i sensi alla giovane, che una volta riavutasi chiede a Don Ottavio di vendicarla. Quadro secondo. È ormai l’alba e Don Giovanni intende dedicarsi a qualche nuova conquista. In quel momento scorge da lontano una fanciulla affranta per essere stata abbandonata dal proprio innamorato; Don Giovanni le si avvicina per consolarla quando si accorge che è Donna Elvira, una nobile dama da lui recentemente sedotta e abbandonata. Elvira chiede spiegazioni, ma Don Giovanni si sottrae abilmente, lasciando a Leporello il compito di rivelarle la realtà dei fatti. Leporello elenca dunque all’attonita Donna Elvira il catalogo delle conquiste del suo padrone, lasciando la dama esterrefatta. Nella scena successiva, un gruppo di contadini festeggia le nozze di Zerlina e Masetto. Don Giovanni nota subito la fanciulla e ordina a Leporello di condurre via il futuro sposo; rimasto solo con Zerlina, Don Giovanni tenta di sedurla con promesse di matrimonio, ma viene interrotto dall’arrivo di Donna Elvira che trascina via con sè la giovane un po’ spaesata. Sopraggiungono Donna Anna e Don Ottavio, che chiedono a Don Giovanni di aiutarli nella ricerca dell’assassino del Commendatore. Nuovamente compare Donna Elvira che esorta la coppia a diffidare del cavaliere, che in tutta risposta compatisce Elvira per la propria follia. La dama si allontana e Don Giovanni decide di seguirla; saluta così Don Ottavio e Donna Anna, che riconosce ora in lui l’uccisore del padre ed esorta il fidanzato ad ottenere giustizia. Nel frattempo Don Giovanni e Leporello si ritrovano e quest’ultimo narra al padrone di come abbia allontanato Donna Elvira da Zerlina, conducendo poi la contadina alla festa organizzata in casa di Don Giovanni. Compiaciuto, il cavaliere auspica di allungare così la lista delle sue conquiste. Quadro terzo. È sera e nel giardino del palazzo di Don Giovanni Zerlina cerca di far pace con Masetto, ancora dubbioso della fedeltà della moglie; così, all’arrivo di Don Giovanni si nasconde, ma viene immediatamente scoperto; Don Giovanni invita entrambi al ballo. Intanto, da un balcone, Leporello scorge tre “graziose mascherette” e le invita alla festa; egli non sa che si tratta di Donna Elvira, Donna Anna e Don Ottavio mascherati ed intenzionati a vendicarsi del seduttore. Durante le danze, Don Giovanni trascina via Zerlina, che però si ribella ed inizia ad urlare. Tutti accorrono in sua difesa e Don Giovanni cerca di incolpare Leporello della tentata violenza; a quel punto le tre maschere rivelano la propria identità ed accusano palesemente il cavaliere di tutti i suoi misfatti. Don Giovanni riesce tuttavia a sottrarsi abilmente e a dileguarsi.

Atto secondo. Quadro primo. Verso sera, vicino alla casa di Donna Elvira, Leporello vuole lasciare il proprio servizio, ma Don Giovanni lo convince a restare offrendogli del denaro. Poi gli intima di scambiare con lui gli abiti: egli intende sedurre la cameriera di Donna Elvira, mentre Leporello, vestito come il cavaliere, dovrà distrarre la dama. Elvira si affaccia al balcone e credendo ad un sincero pentimento di Don Giovanni, si allontana con Leporello travestito. Intanto Don Giovanni cerca di attirare a sé la nuova preda con una serenata; sopraggiunge però Masetto che, accompagnato da altri contadini, è in cerca di Don Giovanni per trucidarlo. Travestito da Leporello, il cavaliere riesce ad ingannare Masetto e a disperdere il gruppo; rimasto solo con quest’ultimo, Don Giovanni si vendica ricoprendolo di botte. Attirata dai lamenti del marito, giunge Zerlina, che soccorre Masetto. Quadro secondo. È notte e Leporello, che non sa più come sostenere il confronto con Donna Elvira, cerca di fuggire; si ritrova tuttavia accerchiato da Donna Anna, Don Ottavio, Zerlina e Masetto, i quali, credendolo Don Giovanni, vorrebbero giustiziarlo. A quel punto Leporello non può far altro che svelare la propria identità, implorando perdono. Poi, nello stupore generale, riesce a fuggire via. Don Ottavio decide quindi di assumersi la responsabilità della comune vendetta, intendendo consegnare Don Giovanni alla giustizia. Quadro terzo. È notte fonda, Don Giovanni attende Leporello nel cimitero; quest’ultimo giunge poco dopo e narra al padrone le proprie vicissitudini, derise da Don Giovanni. La risata è interrotta da una voce minacciosa, proveniente dalla statua funebre del Commendatore. Don Giovanni tuttavia non si fa intimorire e costringe un terrorizzato Leporello ad invitare a cena la statua, che accetta palesemente. Quadro quarto. In casa di Donna Anna, Don Ottavio spera di convincere la fanciulla a sposarlo entro breve; ella però, ancora turbata per il recente lutto, preferisce attendere. Quadro quinto. Nel palazzo di Don Giovanni, il cavaliere sta cenando, intrattenuto da alcuni suonatori. Irrompe Donna Elvira che esorta Don Giovanni al pentimento; egli la deride e la scaccia. Si ode un grido terrorizzato di Donna Elvira, seguito da uno altrettanto spaventato di Leporello accorso sulla soglia di casa per controllare cosa stia accadendo. Pallido e tremante il servitore annuncia al proprio padrone la presenza della statua del Commendatore: Don Giovanni è pronto ad accoglierla. La statua invita allora Don Giovanni ad un’altra cena, chiedendo la mano in pegno. La stretta è fatale: un gelo inaspettato assale il cavaliere, che, rifiutando strenuamente di pentirsi, viene inghiottito dalle fiamme infernali. Poco dopo giungono Donna Anna, Don Ottavio, Donna Elvira, Zerlina e Masetto, che apprendono da Leporello come il Cielo abbia già fatto giustizia per loro. Tutti allora cantano assieme la morale della storia: «Questo è il fin di chi fa mal; e dei perfidi la morte alla vita è sempre ugual».

 

 

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