Der fliegende Holländer (L’Olandese volante) - Teatro Amilcare Ponchielli Cremona

Der fliegende Holländer (L’Olandese volante)

Opera romantica in tre atti,
libretto e musica di Richard Wagner

Direttore
Roman Brogli-Sacher

 regia
Federico Grazzini

Interpreti principali: 
Thomas Hall (Olandese), Elena Nebera (Senta), Patrick Simper (Daland), 
Kor-Jan Dusseljee (Erik), Nadiya Petrenko (Mary), Gabriele Mangione (Timoniere)

Prima esecuzione al Teatro Ponchielli di Cremona

CORO DEL CIRCUITO LIRICO LOMBARDO
maestro del coro Antonio Greco
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI DI MILANO


Il 2013 è anno ricco di ricorrenze musicali e tra esse spicca anche il duecentesimo compleanno di Richard Wagner (1813-1883), che il Teatro Ponchielli celebrerà in qualità di capofila di una nuova produzione di Der fliegende Holländer (L'Olandese volante), mai rappresentato a Cremona e dunque una vera e propria novità per il nostro palcoscenico.

Nonostante Wagner si sia ispirato ad un episodio tratto dal sesto capitolo de "Memorie del Signor di Schnabelewopski" di Heinrich Heine, il soggetto dell'Olandese volante proviene da una leggenda nordica in cui si narra la triste vicenda dell'Olandese, condannato da una maledizione a navigare per tutti i mari fino al giorno del Giudizio, a meno che non riesca a trovare una donna che lo ami e che gli sia fedele: solo così ritroverà la sua pace. "Fu proprio il carattere eminentemente drammatico (...) della redenzione di questo Assuero dei mari che mi indusse a sfruttare questa leggenda per trarne un soggetto d'opera" (R. Wagner). In realtà, il libretto contiene anche alcuni elementi autobiografici: nel 1839 Wagner aveva compiuto un avventuroso viaggio in nave, la cui eco emotiva è ben percepibile nella musica che evoca il mare in tempesta e i canti dei marinai norvegesi. L'opera fu rappresentata per la prima volta al Hoftheater di Dresda il 2 gennaio 1843 (nel 2013 ricorrono quindi anche il 170 anni dalla prima esecuzione). La prima rappresentazione italiana fu, invece, nel 1877 al Teatro Comunale di Bologna, dove venne messa in scena con il titolo Il vascello fantasma, riprendendo la traduzione francese dell'opera. Tuttavia, Wagner fu sempre contrario a questa traslitterazione, che, a suo parere, spostava l'attenzione sul vascello, appunto, anziché sul personaggio principale, alla continua ricerca di una patria e di un amore che lo redima.

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Teatro

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