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Prima rappresentazione:
Napoli, Teatro San Carlo, 26 settembre 1835
Prima rappresentazione al Teatro di Cremona:
stagione d’autunno del 1838
Ultima rappresentazione al Teatro A. Ponchielli:
stagione 2007
Scritta in poco più di un mese, Lucia di Lammermoor viene considerata l’opera che consacrò Gaetano Donizetti alla fama di compositore di opere serie. E tale consacrazione fu quasi del tutto immediata: dopo il grande successo ottenuto alla prima napoletana (di cui il compositore condivise il merito con gli interpreti vocali, definiti “portentosi” in una lettera a Giovanni Ricordi), Lucia fu subito replicata in quasi tutti i teatri italiani (Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Milano solo per citarne alcuni) e in molti teatri stranieri (tra cui Vienna, Parigi e Londra). Addirittura, dopo la prima parigina, fu commissionata a Donizetti una versione dell’opera in francese, che andò in scena al Téâtre de la Renaissance nel 1839.
Direttore che negli ultimi anni ha saputo felicemente distinguersi nei più diversi repertori, Matteo Beltrami torna sul podio del Ponchielli per affrontare uno dei capisaldi del belcanto italiano. L’allestimento, per la regia di Henning Brockhaus, regista tedesco ma italiano d’adozione, presenterà una vera e propria “ricostruzione” (ad opera di Benito Leonori) dello storico spettacolo di Josef Svoboda, grande innovatore sia a livello scenografico che illuminotecnico, di cui ricorrono i dieci anni dalla scomparsa. Nel cast moltissimi giovani artisti, selezionati ed ascoltati nelle ultime edizioni del concorso As.Li.Co.
LA TRAMA
L’avvenimento ha luogo in Scozia, parte nel castello di Ravenswood, parte nella torre di Wolferag. L’epoca rimonta al declinare del secolo XVI.
PARTE PRIMA. La partenza
Atto unico
Presso il castello di Ravenswood. Normanno, capo degli armigeri della famiglia Asthon, incita i suoi a raccogliere notizie sul presunto amante di Lucia, sorella di Enrico Asthon. Entra quest’ultimo, preoccupato per le sorti delle lotte politiche che vede contrapposti gli Asthon e i Ravenswood, acerrimi nemici da sempre. Per risollevare la propria situazione, Enrico vorrebbe che Lucia sposasse il potente Lord Arturo Buklaw, ma la fanciulla si rifiuta. Interviene Raimondo Bidebent, confidente di Lucia, rammentando quanto Lucia sia ancora afflitta per la recente morte della madre; a quel punto Normanno manifesta i suoi sospetti su una possibile relazione di Lucia con uno sconosciuto, sostenendo che potrebbe trattarsi proprio di Edgardo di Ravenswood, acerrimo nemico di Enrico. Tale sospetto è confermato dalle indagini degli armigeri di Normanno ed Enrico, profondamente adirato, giura di spegnere nel sangue il folle amore della sorella.
Nottetempo, nel parco del castello, Lucia attende Edgardo e confida ad Alisa, sua damigella, di aver visto presso la fontana del parco il fantasma di una donna uccisa per gelosia da un antenato di Edgardo. Alisa, turbata dal racconto, prega Lucia di troncare la relazione con Edgardo, ma la fanciulla, molto innamorata, si rifiuta. Giunge Edgardo e comunica a Lucia di dover partire a causa delle lotte politiche in cui è impegnato. Prima, tuttavia, vorrebbe parlare ad Enrico, sperando in una riconciliazione; Lucia lo dissuade, conoscendo il profondo odio del fratello nei suoi confronti. Al momento di separarsi, i due giovani si scambiano un anello, come solenne promessa di matrimonio.
PARTE SECONDA. Il contratto nuziale
Atto primo
Deciso a far sposare Lucia con Arturo, Enrico inganna la sorella mostrandole una falsa lettera dalla quale si evince che Edgardo l’ha dimentica e si è legato ad un’altra donna. A quel punto, colta dalla disperazione, Lucia cede alle pressioni del fratello, cercando conforto nelle sagge parole di Raimondo.
Nella sala del castello, è tutto pronto per le imminenti nozze. Arturo promette ad Enrico il suo appoggio e Lucia, disperata, è costretta a firmare il contratto di matrimonio. Improvvisamente irrompe Edgardo, sconfortato e deluso da Lucia: maledicendo gli Asthon, si scaglia contro Enrico ed Arturo, ma interviene Raimondo, che riesce ad impedire lo scontro.
Atto secondo
É notte e un uragano tormenta la diroccata torre di Wolferag, dimora dei Ravenswood dopo le usurpazioni degli Asthon. Edgardo, immerso nel proprio dolore, viene raggiunto da Enrico, che per tormentarlo ulteriormente gli annuncia che Lucia è stata condotta al talamo nuziale. I due decidono di sfidarsi a duello all’alba.
Nel castello di Ravenswood, intanto, gli invitati alle nozze proseguono i festeggiamenti quando irrompe Raimondo con una tragica notizia: Lucia ha perso completamente la ragione ed ha ucciso Arturo. Sopraggiunge poco dopo, con l’abito sporco di sangue ed inizia a delirare su Edgardo e sulle nozze a cui è stata costretta: in preda alla follia crolla a terra esangue tra la costernazione di tutti.
Nel cimitero dei Ravenswood, Edgardo attende Enrico, dal quale si farà uccidere, non potendo sopportare di vivere senza Lucia. Tuttavia, quando apprende che Lucia è morta delirante, si pugnala sperando di ricongiungersi in cielo con l’amata.