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Fondazione

Tosca


melodramma in tre atti, libretto di G. Giacosa e L. Illica dal dramma omonimo di V. Sardou
musica di Giacomo Puccini

Ed. Edwin F. Kalmus & Co., Inc.


Personaggi ed Interpreti
Floria Tosca Mirjam Tola
Mario Cavaradossi Rubens Pelizzari
Barone Scarpia Sebastian Catana
Cesare Angelotti Ziyan Atfeh
Il sagrestano Paolo Maria Orecchia
Spoletta Paolo Antognetti
Sciarrone / Un carceriere Daniele Cusari

direttore

Giampaolo Bisanti


regia

Elena Barbalich



scene e costumi
Tommaso Lagattolla
light designer
Giuseppe Ruggero
video designer
Nicola Di Meo

Allestimento della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari

CORO DEL CIRCUITO LIRICO LOMBARDO
maestro del coro Antonio Greco

Coro di Voci Bianche
dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Claudio Monteverdi” di Cremona

maestro del coro Hector Raul Dominguez

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

Coproduzione dei Teatri del Circuito Lirico Lombardo:
Ponchielli di Cremona, Grande di Brescia, Sociale di Como, Fraschini di Pavia

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locandina completa.


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programma di sala .


Prima rappresentazione:
Roma, Teatro Costanzi, 14 gennaio 1900
Prima rappresentazione al Teatro di Cremona:
stagione di Carnevale 1902-03
Ultima rappresentazione al Teatro A. Ponchielli:
stagione 2006

Tosca è certamente una delle opere più celebri di Puccini. Eppure forse non tutti sanno che il compositore lucchese avrebbe potuto non musicarla mai: la prima stesura del libretto predisposto da Illica fu, infatti, affidata ad Alberto Franchetti (1860-1942), che tuttavia rinunciò al progetto. Puccini, che da tempo pensava al dramma di Sardou, dopo averlo visto a Milano interpretato da Sarah Bernhardt, si “appropriò” volentieri dei diritti, pur dovendo vincere le riserve dello stesso Sardou, che avrebbe preferito vedere il suo dramma musicato da Verdi, interessato anch’egli al libretto di Illica.
Tuttavia, Puccini riuscì a far diventare Tosca un capolavoro anche musicale, come confermano le quarantatre rappresentazioni in Italia e all’estero che seguirono subito dopo la prima a Roma nel 1900.

Debutta sul podio del Ponchielli Giampaolo Bisanti, giovane direttore dalla carriera già avviata, mentre viene confermata anche quest’anno la presenza della regista Elena Barbalich, che grande successo ha ottenuto nella precedente stagione con il Cappello di Paglia di Firenze. Nel cast il debutto nel Circuito del soprano albanese Mirjam Tola, accanto a Rubens Pelizzari, che ha fatto di Cavaradossi uno dei suoi cavalli di battaglia, e a Leonardo Lopez Linares, baritono argentino che ha già interpretato Scarpia al Teatro Colón di Buenos Aires
.

LA TRAMA
L’azione si svolge a Roma, nel giugno 1800. La vicenda si rifà al periodo delle guerre napoleoniche: dopo le vittorie di Banaparte nella prima campagna d’Italia (1798), le truppe francesi avevano occupato Roma proclamando la Repubblica, abbattuta poi dall’esercito di Ferdinando IV Borbone, dopo la partenza di Napoleone per l’Egitto.

ATTO I
Sant’Andrea della Valle. Appena evaso da Castel Sant’Angelo, Cesare Angelotti, già console della repubblica romana, entra trafelato e si rifugia in una cappella. Giungono prima il sagrestano e poi il pittore Mario Cavaradossi, che sta completando un ritratto di Maria Maddalena, a cui ha dato il volto della Marchesa Attavanti, vista spesso pregare presso la cappella di famiglia. Uscito il sagrestano, Cavardossi si accorge di Angelotti, fratello dell’Attavanti, che nella cappella aveva in realtà nascosto vesti femminili per farlo fuggire. Sopraggiunge però Tosca, famosa cantante e amante di Cavaradossi. La donna, gelosissima, è insospettita dall’atteggiamento del pittore e crede che lui la tradisca con l’Attavanti, di cui riconosce il volto nel ritratto della Maddalena. Cavaradossi la rassicura e le dà appuntamento per la sera. Congedata Tosca, Cavaradossi torna da Angelotti fuggito dalle torture di Scarpia, capo della polizia: il pittore, che odia Scarpia, si offre di aiutare il fuggiasco offrendogli riparo in casa propria. Un colpo di cannone dal Castello li avverte che l’evasione è stata scoperta e si allontanano assieme. Poco dopo arriva Scarpia, che sta seguendo le tracce di Angelotti. Giunge anche Tosca, che, non trovando Cavaradossi, si ingelosisce nuovamente, suscitando il piacere di Scarpia, che da tempo la desidera. Tosca, turbata, si allontana e Scarpia la fa seguire. L’atto si chiude con un grandioso Te Deum di ringraziamento per la notizia appena giunta della sconfitta di Bonaparte a Marengo.

ATTO II
Palazzo Farnese. Scarpia sta cenando e dalla finestra aperta gli giunge la voce di Tosca, che sta eseguendo una cantata celebrativa. Spoletta, agente di polizia, lo informa di non aver trovato Angelotti, ma di aver arrestato Cavaradossi. Interrogato, il pittore nega ogni legame con il fuggiasco e viene quindi torturato. Convocata a Palazzo, accorre Tosca, che inizialmente riesce a mantenere il segreto, ma che, nell’udire le grida e i lamenti dell’amato sotto tortura, rivela il nascondiglio di Angelotti. Cavaradossi, deluso dalla donna, esulta però alla notizia che Napoleone ha in realtà vinto a Marengo e per questo viene incarcerato. Rimasto solo con Tosca, Scarpia tenta di ricattare la donna: il suo amato pittore avrà salva la vita se lei gli concederà il suo amore. Vengono interrotti da Spoletta, che annuncia il suicidio di Angelotti pur di evitare l’arresto. Tosca, molto turbata ma decisa a salvare il suo Mario, si accorda con Scarpia: lei gli si concederà in cambio di un salvacondotto con cui fuggire assieme a Cavaradossi. Scarpia acconsente, ma precisa che dovrà procedere almeno ad una finta fucilazione del prigioniero. Compilato il salvacondotto, Scarpia si avventa su Tosca che, afferrato un coltello dalla tavolo, lo trafigge uccidendolo.

ATTO III
La piattaforma di Castel Sant’Angelo. L’alba è salutata dalle campane che suonano il mattutino e dal canto di un pastorello. Cavaradossi attende di essere giustiziato e ripensa con rimpianto e dolcezza ai giorni felici con Tosca. La donna sopraggiunge e gli racconta dell’accordo fatto con Scarpia, del salvacondotto, della finta fucilazione e dell’omicidio. Giunge il plotone d’esecuzione e Tosca esorta Mario ad inscenare bene la finta morte. In realtà Scarpia l’ha ingannata e Cavaradossi viene ucciso veramente. Tosca, disperata, riesce a sfuggire a Sciarrone e Spoletta che hanno scoperto l’assassinio di Scarpia e si getta nel vuoto, oltre il parapetto del castello, invocando Scarpia “Avanti a Dio!”.

Data
Ora
Luogo/Turno
mer 17 ottobre 2012 20:30 turno A
ven 19 ottobre 2012 20:30 turno B
dom 21 ottobre 2012 15:30 fuori abbonamento


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