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Fondazione

La Cenerentola


ossia la bontà in trionfo



Dramma giocoso in due atti di Jacopo Ferretti

Musica di

Gioacchino Rossini



Personaggi ed Interpreti

Cenerentola Chiara Amarù*/CarmenTopciu*
Don Magnifico Omar Montanari
Don Ramiro Edgardo Rocha
Dandini Serban Gheorghe Vasile*
Clorinda Stefania Silvestri
Alidoro Mihail Dogotari**

*Artisti vincitori del concorso As.Li.Co.
**Artisti idonei al concorso As.Li.Co.


direttore

Giacomo Sagripanti



regia

Rosetta Cucchi



scene Paolo Giacchero
costumi Claudia Pernigotti
light designer Daniele Naldi

nuovo allestimento

CORO DEL CIRCUITO LIRICO LOMBARDO
maestro del coro Antonio Greco

ORCHESTRA LIRICA I POMERIGGI MUSICALI

Coproduzione dei Teatri del Circuito Lirico Lombardo:
Ponchielli di Cremona, Grande di Brescia, Sociale di Como,Fraschini di Pavia

Prima rappresentazione: Roma, Teatro Valle, 25 gennaio 1817
Prima rappresentazione al Teatro di Cremona: stagione di primavera 1819
Ultima rappresentazione al Teatro A. Ponchielli: stagione 1999

Quando, il 25 gennaio 1817, al Teatro Valle di Roma debutta La Cenerentola, Gioacchino Rossini ha soltanto 25 anni, una ventina di titoli al suo attivo, e una salda fama acquisita come compositore di opere buffe, per le quali avrebbe poi affermato di “essere nato”. Eppure con questo lavoro dà già l’addio al genere che gli aveva procurato tanta fortuna, e lo fa da par suo, con un abile gioco surreale nel quale le Arie, che hanno il “difetto” di bloccare l’azione, sono contenute al minimo necessario, e la trama si distacca parecchio dalla fiaba originaria, offrendo il destro ai suoi interpreti di portare in scena più personaggi. Ridotto all’osso l’elemento patetico e costretto a parodia quello serio, Rossini rinuncia anche ad una vera e propria morale, preferendo all’affermazione di un principio di giustizia il trionfo fatalistico di un caso della fortuna. Difficile ritrovare nel capolavoro rossiniano la fiaba di Perrault: al posto della fata c’è un saggio filosofo, e la scarpina di cristallo lascia il posto ad un braccialetto. La matrigna è sostituita da Don Magnifico, un buffo che così cattivo non s’era mai visto, e del tutto nuovo è il personaggio di Dandini, una sorta di Leporello prestato da Mozart.
La regia di questo nuovo allestimento della Cenerentola è affidata a Rosetta Cucchi, talentuosa artista di sicura affidabilità. Musicista oltre che regista, Rosetta Cucchi è un personaggio poliedrico, che dopo aver raggiunto la notorietà come pianista accompagnatore (ha accompagnato Mariella Devia alla Scala), ha firmato regie di successo per il Wexford Opera Festival, per il Rossini Opera Festival di Pesaro, per il Teatro Colón di Bogotà.
Nel cast, tutto giovane, accanto ad artisti ormai in carriera figurano alcuni dei vincitori dell’edizione 2010 del concorso As.Li.Co.: nel ruolo del titolo (Angelina/Cenerentola) si esibiscono Chiara Amarù, mezzosoprano siciliana che al concerto finale del concorso ha suscitato l’entusiasmo del pubblico presente, e Carmen Topciu, di origine rumena. Anche il ruolo di Dandini è coperto da un vincitore del concorso, il venticinquenne rumeno Serban Gheorghe Vasile, baritono dalla voce potente e matura, mentre al moldavo Mihail Dogotari, 24 anni, risultato idoneo, ma con grandi potenzialità e margini di miglioramento, è stato assegnato quello di Alidoro.
Giacomo Sagripanti è uno dei direttori emergenti nell’insolitamente ricco panorama musicale italiano: a lui, giovane “prodigio” rivelato dalla Scuola dell’opera del Comunale di Bologna, è affidata la direzione di Cenerentola.



LA TRAMA
La scena si rappresenta parte in un vecchio castello di don Magnifico e parte in un casino di delizie del principe, distante mezzo miglio.


ATTO PRIMO
Una sala del castello del barone don Magnifico.
Angelina, detta Cenerentola, figliastra del barone, è costretta a fare da sguattera al patrigno e alle sorellastre Clorinda e Tisbe. Profondamente buona, soccorre il vecchio Alidoro, precettore del principe don Ramiro, che si era presentato al castello travestito da mendicante e che le sorellastre di Cenerentola avevano scacciato. Frattanto si apprende che don Ramiro verrà ad invitare le figlie del barone ad una festa da ballo, nel corso della quale sceglierà la propria sposa. Don Magnifico riferisce alle figlie il suo sogno: entrambi saranno regine. Arriva don Ramiro, travestito però con i panni del suo cameriere Dandini; scorge Cenerentola e subito se ne innamora, ricambiato. In seguito arriva Dandini, naturalmente travestito da principe: spacciandosi per don Ramiro ha già passato in rassegna molte ragazze del paese; egli dunque dirama gli inviti per la festa. Alla quale vorrebbe andare anche Cenerentola, ma il patrigno la respinge. Ad Alidoro, che chiede notizie della terza figlia, don Magnifico risponde che è morta e che Cenerentola è solo una serva. Rimasta sola, la ragazza è confortata da Alidoro, che le offre un sontuoso abbigliamento per prendere parte, in incognito, al ballo.
La scena si trasferisce ora nel palazzo del principe.
Tisbe e Clorinda corteggiano Dandini, che credono il principe e che ha nominato don Magnifico cantiniere di corte. Quando giunge Cenerentola accompagnata da Alidoro, don Ramiro resta colpito dalla somiglianza della ragazza con l’umile fanciulla di cui si è innamorato. Tutti, del resto, notano la somiglianza.


ATTO SECONDO
Gabinetto nel palazzo di don Ramiro.
Don Magnifico, turbato per la presenza della bella sconosciuta, teme che si scopra che egli ha dilapidato i beni di Cenerentola; è comunque sempre convinto che il principe sposerà Tisbe o Clorinda, e che questo matrimonio gli procurerà onori e potenza. Intanto Cenerentola è corteggiata dal falso principe Dandini, che ella però respinge, dichiarandosi innamorata del suo scudiero. Don Ramiro, che ha udito, non nasconde la propria gioia: Cenerentola si allontana frettolosamente, lasciandogli in pegno un braccialetto. Mentre don Ramiro si ripromette di ritrovarla ad ogni costo, Dandini rivela a don Magnifico di non essere un principe, ma un cameriere: il barone, furibondo, ritorna al suo castello con le figlie, dove trova Cenerentola con gli abiti dimessi di sempre. Dopo un temporale giunge Ramiro nelle sue vesti di principe, scortato da Dandini: riconosce Cenerentola e la chiede in sposa. Sala con trono nel castello di Ramiro.
Cenerentola riceve, al fianco dello sposo, l’omaggio dei cortigiani e generosamente perdona le colpe del patrigno e delle sorellastre.


Le altre recite


19 e 21 novembre, Teatro Fraschini di Pavia
2 e 4 dicembre, Teatro Sociale di como
9 e 11 dicembre, Teatro Fraschini di Pavia


Data
Ora
Luogo/Turno
gio 25 novembre 2010 20.30 turno A
sab 27 novembre 2010 20.30 turno B


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