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Massimo Quarta, violino
Lilya Zilberstein, pianoforte
Quartetto di Cremona
Cristiano Gualco e Paolo Andreoli, violini
Simone Gramaglia, viola
Giovanni Scaglione, violoncello
Tre pezzi per quartetto d’archi (1914)
di Igor Stravinskij
Quartetto n. 4 (1928)
di Béla Bartók
Concerto in re maggiore op. 21 (1889)
per violino, pianoforte e quartetto d’archi
di Ernest Chausson
Con i suoi Tre pezzi Igor Stravinskij sovverte tutte le regole della composizione per quartetto d’archi: non sono “movimenti”, ma “situazioni musicali”, svuotati da ogni intenzione architettonica, brevissimi e in forte contrasto l’uno con l’altro. A seguire un Quartetto, il n. 4, attinto dalla più importante raccolta dedicata all’organico nel Novecento, quella dello straordinario scienziato-artista Béla Bartók, che in quest’opera porta ai massimi risultati i suoi principi di simmetria e all’espressione più compiuta la scelta neoclassica. La serata si conclude con il Concerto per violino, pianoforte e quartetto d’archi di Ernest Chausson, con il quale il compositore, in sintonia con il “collega” César Franck, intendeva dare il suo contributo alla rinascita della civiltà strumentale in Francia. Opera raramente eseguita, il Concerto, che riserva grandi spazi anche virtuosistici ai due solisti, pur costruito su complesse armonie, è dominato da una fremente linea di canto.
Insieme al Quartetto di Cremona, confortante e ormai durevole espressione del più nobile organico cameristico, che si sta affermando a livello internazionale dando lustro al nome della nostra città, due “grandi firme”: Massimo Quarta, già allievo di Accardo alla Stauffer, premio Paganini nel 1991 e brillante carriera internazionale; Lilya Zilberstein, premio Busoni nel 1987, solista e camerista contesa dai teatri di tutto il mondo. Quarta e Zilberstein suonano spesso in duo, “ con solidità strumentale ed estro interpretativo stupefacenti e intensi, esaltandosi a vicenda...”.
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